By Pasquale | June 10, 2009 - 2:32 pm - Categorie: politica locale

Terminata la campagna elettorale, si torna all’agenda del Governo. La crisi non è una priorità. L’Abruzzo? No, le elezioni sono passate. Per il governo la priorità ora sono le intercettazioni. Il disegno di legge, di fatto, blocca uno dei principali strumenti anti-crimine. Lo ha annunciato oggi il ministro della Giustizia, Angelino Alfano al termine di una riunione di maggioranza.

Un testo blindato che non terrà conto di nessun suggerimento o modifica come quelle avanzate dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. L’unica eccezione è un aggiustamento tecnico avanzato dallo stesso Guardasigilli. Un lavoro completo quello della maggioranza alla Camera che nella stessa seduta aveva bocciato la mozione con cui si chiedeva l’abrogazione del Lodo Alfano.

Ovviamente il Governo pone la fiducia. Il parlamento viene espropriato completamente di ogni sua prerogativa. Non era mai successo in passato che su una normativa di carattere tecnico e che riguardava norme del codice di procedura penale si ponesse la fiducia. Si tratta di un pessimo segnale visto che il parlamento non conta più nulla, privato di una qualsiasi forma di dibattito, e che alla magistratura viene impedito di indagare. Veramente un brutto segnale  anche alla luce dei risultati elettorali per un governo che non ha il coraggio di affrontare la discussione parlamentare poiché sa benissimo che la sua stessa maggioranza non ne condivide le scelte, cosa che si capisce a maggior ragione se si pensa che gli slogan di questo Governo erano quelli di sicurezza e giustizia con larga partecipazione di Maroni e Alfano, mentre finora tutti (alcuni anche per limiti propri) i Ministri son serviti unicamente ad assecondare il Cavaliere nelle sue “esigenze” in campo penale e nelle battaglie private contro questa o quella “cospirazione” a suo danno. Tutto ciò dopo una rigorosa, martellante e puntuale campagna mediatica con annessi spot al governo. Cosa che si è ripetuta in tutto il travaglio che ha portato al DL presentato oggi come baluardo della privacy dei cittadini ma che servirà a Berlusconi per vincere un’altra partita con questa giustizia “faziosa e persecutrice”.


Con queste norme, le intercettazioni avranno limiti temporali e saranno possibili soltanto in caso di gravi indizi di colpevolezza. Non solo: metteranno anche un vero e proprio bavaglio alla libera informazione come hanno sottolineato i giornalisti che oggi hanno manifestato davanti a Montecitorio. Si conclude così quel mercato dei voti di fiducia in Parlamento i cui capitoli precedenti hanno riguardato prima delle elezioni le tre votazioni sulla sicurezza, così come aveva richiesto la Lega per evitare crisi della maggioranza

Converti in pdf
By Pasquale | June 8, 2009 - 1:03 pm - Categorie: politica locale

All’indomani del voto europeo, i dati sono a dir poco sconfortanti: un intero continente che va a destra. Premiati i rimedi alle false paure, gli argomenti inconsistenti, le politiche antisociali e anti egualitarie, gli interessi di una classe dominante che si fonda su slogan populistici di intolleranza e scriteriata autoconservazione. L’Europa ha perso. E non soltanto perchè io sono di Sinistra, ma perchè ha perso, letteralmente: il risultato della frangia detta “euroscettica” è impressionante. Si è persa la fiducia nel poter dare un volto umano alla Comunità Europea ma si è persa anche la voglia di appartenere a una qualsiasi comunità internazionale, a un’economia forte, a un sistema di diritti, doveri, valori comuni. Ritengo che in una sola campagna elettorale si siano cancellati decenni di storia della Sinistra, da un lato, e di politica internazionale dall’altro. Tenendo presente che le forze che avanzano nel resto d’Europa sono anche peggio del nostro “Carroccio”: in Centroeuropa si stanno fortificando forze neonaziste ( per intenderci, quelli che in Austria manifestano con otto dita alzate, ad indicare l’ottava lettera “H”, di Hitler, non potendo fare il saluto romano ). Intanto la Sinistra è sconfitta su tutti i fronti: non abbiamo saputo adoperare argomenti abbastanza significativi, e abbiamo semplicemente ignorato i campi nei quali la Destra ci sta surclassando ( Vedi Sicurezza ), invece di dire la nostra e prendere in considerazione determinati problemi ribattendo con termini di Sinistra. E tutto ciò, lasciatemelo dire, per motivi puramente ideologici. Le stesse motivazioni vedono la nostra deficienza sui piani di sviluppo e infrastrutture, riguardo cui alcuni nostri elementi raggiungono posizioni quasi luddiste. Ed è proprio sugli argomenti che perdiamo. Finalmente ( e purtroppo) ne abbiamo la prova: il risultato più basso d’Italia è nelle regioni settentrionali, dove c’è da sempre l’elettorato più politicizzato in assoluto, e dove abbiamo regalato voti a Lega e PD per non essere andati incontro alle richieste di un elettorato che era nostro. Mentre al Sud i due schieramenti di Sinistra, insieme, arrivano quasi al 10%. E’ una sconfitta dura anche sul piano morale e che ci sbatte in faccia quanto siamo noi stessi causa del nostro male: oltre alla produzione politica, ci butta fuori dal Parlamento Europeo la nostra capacità di dividerci sempre e comunque. Non a caso Prc-Pdci, SL e PCL insieme sarebbero al 7%, e una Sinistra scomparsa per morte violenta un anno fà, a questa percentuale complessiva non sarebbe poi malaccio: oltre al danno la beffa. Proprio ieri sera, mentre soffrivo al seggio elettorale, ho avuto una discussione con alcune persone (i famosi “elettori potenziali”) i quali mi sottolineavano quanto ridicola e incomprensibile sia la nostra necessità di dividerci e distinguerci ad ogni costo per motivi che solo noi conosciamo e che comunque non hanno consistenza, che danno vita a quella Sinistra che si bea dei propri insuccessi perchè ha mantenuto la propria identità e il proprio recinto ideologico, e per la quale, ovviamente, sta diventando a parere di quasi tutti (dati alla mano) “inutile” il voto. Intanto Sinistra e libertà capovolge i pronostici e praticamente eguaglia la lista comunista. I due schieramenti si equivalgono e si rendono reciprocamente necessari. Ecco che si presenta una delle innumerevoli occasioni, finora puntualmente mancate, di confronto e di elaborazione unitaria.

Converti in pdf

 

QUESTO DICEVANO DEGLI ITALIANI NEL 1912 NEGLI STATI UNITI

Immigrati italiani in Usa


“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.
La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni
che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912
FONTE: RAINEWS 24

Converti in pdf

Secondo “La Repubblica”, giornale molto vicino al Partito Democratico, le candidature siciliane di Rosario Crocetta e Rita Borsellino hanno dato “nuova Linfa” al crepuscolare Pd dell’Isola. Tuttavia, ci chiediamo: ma questi candidati, quanto potranno incidere sulla linea politica di un partito? Quanto, cioè, le loro candidature testimoniano un vero e proprio cambiamento  di rotta e quanto, invece, rappresentano solo un’operazione di maquillage politico, una “lavata di faccia”, come si dice dalle nostre parti, per coprire un’azione politica deleteria e poco progressista? Ci chiediamo questo dopo aver visto cos’ha fatto il Partito democratico in Sicilia in quest’ultimo anno: dal consociativismo a “volto scoperto” con l’MPA di Lombardo, con cui si è andati d’amore e d’accordo su un’insieme di provvedimenti (dalla legge elettorale con sbarramento negli enti locali, fino al bilancio della sanità siciliana, che ha messo tutti d’accordo sul mantenimento dei manager e sul taglio dei posti letto e reparti), fino ad accordi “trasversali” (non si possono più chiamare anomali per l’alta frequenza con cui avvengono) con pezzi del centrodestra. Così non è diventato un tabù per un sindaco in quota Pd avere l’appoggio di Alleanza Nazionale (come avviene a Terme Vigliatore ed in altri comuni del messinese), oppure per un sindaco Udc (il parito del cuffarismo, è bene ricordarlo) avere come sostegno le liste del Partito Democratico. Ma non è tutto;  Ad Enna, l’associazione “Pompeo Colajanni”, “gemella” del Partito Democratico Locale, targata Vladimiro Crisafulli, che in quel territorio fa rima con consociativismo, sarebbe destinataria di 68 mila euro dalla regione per..non si sa cosa, visto che questa associazione non sviluppa alcun tipo di attività. Farebbe piacere sapere cosa delle persone che hanno fatto della legalità e della trasparenza il loro vessillo politico pensano di tali pratiche. E, cosa più importante al fine delle loro candidature, come pensano, “personalmente”, di incidere sulla linea  del Pd siciliano? Le candidature personali, se inserite in un progetto di segno diverso, che fagocita e sclerotizza la storia individuale dei propri candidati, sono solo un’operazione di facciata tendente a nascondere l’azione politica condotta fin qui dai responsabili siciliani del Pd. Siamo sicuri che il giorno dopo delle elezioni si continuerà a praticare tra Partito Democratico e destra ogni pratica di accordo, dalle giunte locali alle scelte di politica economica che poi ricadranno sui siciliani.

Converti in pdf

Nelle ultime settimane ho avuto modo di ascoltare non poche persone di sinistra intenzionate a votare Idv, e questa stessa intenzione è stata rappresentata più volte sulle pagine di questo giornale da diversi lettori.
Il 6/7 giugno si voterà per il Parlamento Europeo e Di Pietro ha annunciato che tutti gli eletti dell’Idv a Bruxelles faranno parte del gruppo «Liberali e Democratici», il medesimo gruppo al quale è stato iscritto lo stesso Di Pietro quand’era europarlamentare.
Per valutare se sia compatibile una rivendicata militanza a sinistra con il voto alle elezioni europee per l’Idv, penso che la cosa migliore sia analizzare il comportamento che il gruppo liberale ha tenuto verso le principali direttive nell’ultima legislatura.
Nel settore delle politiche sociali e lavorative il gruppo Liberale ha votato:
* a favore della Bolkestein, che costituisce una vera e propria istigazione al dumping sociale e alla concorrenza al ribasso tra lavoratori dentro l’Ue;
* a favore della direttiva che avrebbe prolungato l’orario di lavoro fino a 65 ore alla settimana e in alcune occasioni fino a 78, direttiva che, per ora, siamo riusciti a bocciare;
* a favore della risoluzione sul lavoro nero che punisce più le vittime che i carnefici. E infatti prevede per i datori di lavoro, che impiegano attraverso il lavoro nero immigrati senza permesso di soggiorno, solo sanzioni pecuniarie e invece l’immediata espulsione degli stessi migranti (a meno che siano minori o che riescano a dimostrare di essere vittime della tratta). Un vero e proprio incentivo al lavoro nero degli immigrati: chi di loro farà più una denuncia ?
I Liberali hanno anche votato a favore della direttiva della «vergogna» che prevede: la possibilità di rinchiudere nei cpt/cie i migranti sprovvisti di permesso di soggiorno, ma senza che abbiano commesso alcun reato, anche per 18 (6 +12) mesi; il rimpatrio dei migranti in paesi differenti dai loro: ad es. chi proviene dal Sudan potrebbe essere rimpatriato in Libia, nei cpt di Gheddaffi in mezzo al deserto; il rimpatrio dei minori non accompagnati purché abbiano nel loro paese parenti anche di grado lontano….forse non è allora così difficile capire come mai 10 parlamentari dell’Idv si siano astenuti sul disegno di legge sulla sicurezza nel Parlamento italiano !
In politica estera, senza infierire, mi limito a ricordare il voto favorevole alla risoluzione sul potenziamento del ruolo della Nato nelle politiche di sicurezza dell’Ue.
A coloro che obiettano che tutto dipende da chi, nella lista, verrà eletto, rispondo che è sempre meglio pensarci prima: può facilmente capitare (e non solo nell’Idv) che si dia la preferenza a qualcuno che è contro il liberismo e si contribuisca invece a eleggere, con il proprio voto, un parlamentare della stessa lista pronto a sostenere la direttiva sull’orario di lavoro quando il Consiglio, come annunciato, la ripresenterà. Inoltre è bene sapere che a Strasburgo il lavoro del singolo deputato dipende quasi totalmente dal rapporto con il gruppo parlamentare di appartenenza. Le iniziative individuali hanno uno spazio quasi nullo.
E’ più che legittimo compiacersi con chi lancia grandi proclami contro Berlusconi, per altro sempre utili nel deserto del nostro attuale Parlamento italiano, ma non è sufficiente; è necessario andare a vedere quali concrete scelte sociali costui pratichi.
E sulla base della mia esperienza di cinque anni al Parlamento europeo, credo proprio che una persona di sinistra, e che tale voglia restare, il 6/7 giugno non possa votare l’Idv.
di Vittorio Agnoletto

Converti in pdf

Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla CGIL di Barcellona P. G. sulla disoccupazione nella città del Longano, la percentuale dei non aventi lavoro è passata nel giro di qualche anno dal 48% al 54%. Questi dati mettono in evidenza un problema drammatico che rende solo in parte il quadro catastrofico complessivo che è oggi la situazione politica sociale economica barcellonese. Aggravare sui cittadini oltre a una cronica mancanza di lavoro ed un lavoro nero diffusissimo e sotto pagato, anche la cattiva gestione dei servizi di smaltimento e raccolta rifiuti che si è tradotta in un raddoppio delle bollette; la questione Gesenu – Ato ha più risvolti negativi: dal già citato costo delle bollette alla mancanza di pagamento degli stipendi dei lavoratori fino all’emergenza socio sanitario che si verifica ogni qualvolta questo sistema gestito da Comuni e Provincia va in tilt.Anche l’Ospedale di Barcellona P. G. sta subendo dei ridimensionamenti con la perdita di posti letto e la chiusura di reparti importanti: il nostro presidio ospedaliero più che di tagli avrebbe bisogno di risorse, investimenti e controlli sull’operato dei dirigenti sanitari.La stazione ferroviaria di Barcellona P. G. non viene meno a questo quadro a tinte fosche: dopo essere stata privata inizialmente dello scalo merce trasferito a Giammoro adesso è stata definitivamente meccanizzata con conseguente taglio di posti di lavoro, oltre che collegamenti con altre città della Provincia e non solo, creando disagi a chi si sposta per lavoro o per studio.Si potrebbe proseguire parlando della mancata realizzazione del teatro Mandanici, l’eterna opera incompiuta, con una bassa qualità della vita dovuta all’assenza di spazi verdi e luoghi di ritrovo adeguati, ma preferiamo fermarci qui………In tutto ciò l’Amministrazione Nania che governa a Barcellona insieme alla destra che occupa tutti gli spazi di potere, dalla Provincia fino al Governo nazionale, ha altre priorità. Si pensa alla costruzione di un aeroporto, mentre basta un lieve temporale per isolare i collegamenti con i comuni vicini; si pensa alla costruzione del ponte sullo stretto mentre si chiude la stazione ferroviaria. Gli uomini della destra al governo ovunque pensano a gestire i loro affari privati a discapito del bene pubblico con le conseguenze sopra descritte.Come Rifondazione Comunista, Circolo Ottobre Rosso di Barcellona P. G. crediamo che i piani di intervento siano: lotta alla precarietà sempre e ovunque con una politica del lavoro che limiti sempre di più da parte degli Enti di governo locali l’uso di contratti atipici; potenziamento dei collegamenti locali e delle “ piccole opere “ in grado di far fronte ai disagi creati dalla mancanza di vie di comunicazioni sul territorio; una nuova politica di intervento pubblico che crei lavoro e servizi.

I segnali positivi sul territorio sono emersi da parte della cittadinanza con la massiccia partecipazione all’iniziativa antiracket: si tratta ora di trasformare delle buone intenzioni in realtà politiche.

Barcellona Pozzo di Gotto, 02/05/2009

 

Converti in pdf
By Carmelo | April 30, 2009 - 3:43 pm - Categorie: comunicati stampa

                                                   COMUNICATO STAMPA

Pio La Torre, ucciso, insieme a Rosario Di Salvo,dalla mafia Il 30 aprile del 1982, rappresenta uno straordinario esempio di ciò che i comunisti hanno rappresentato nella storia della Sicilia e del paese ,la sua esperienza costituisce per noi  una ispirazione permanente.

La vita di Pio si identifica con la lotta per una Sicilia liberata dalla mafia, trasformata socialmente,isola di pace  nel Mediterraneo .

Giovanissimo è protagonista del movimento per la terra che fu un complesso moto di rinnovamento sociale, politico, culturale capace di investire settori diversi della realtà siciliana.

A questo impegno, come una intera generazione di militanti, paga un prezzo altissimo, di fronte all’attacco mafioso e alla repressione politica.

Viene arrestato per il tentativo di occupare un feudo a Bisacquino, rimane in carcere per circa un anno e mezzo, in prigione vive  la morte della madre e della nascita del primo figlio.

Il suo impegno dagli anni cinquanta agli anni settanta è intensissimo nel PCI siciliano ed in quello nazionale,nella società e nelle istituzioni. Storica rimane, la relazione di minoranza redatta insieme a Cesare Terranova, alla prima commissione antimafia.
All’inizio degli anni ’80 l’ultima sfida: tornare a dirigere il PCI siciliano, in una situazione difficilissima, mentre le istituzioni palermitane vengono colpite da un’ondata di delitti mafiosi e la Sicilia viene scelta come base per i missili americani “cruise”.

La Torre ricompone il quadro: mutamento delle coordinate geopolitiche legato all’intervento degli USA nel Mediterraneo, nuovi equilibri nei poteri economici legati all’emergere “dei cavalieri del lavoro”, riassetto delle classi dirigenti.

La risposta è un grande impegno con al centro la lotta per la pace, Comiso diventa il simbolo di un grande movimento.
La mano assassina , alla vigilia dell’anniversario della strage di Portella della Ginestra, rompe il filo di quell’impegno.

A distanza di quasi tre decenni ricordiamo Pio La Torre con orgoglio e cura, perché molto di quell’esperienza va studiato, perché sappiamo che difendere la storia dei comunisti e delle lotte delle classi subalterne è parte decisiva della battaglia per un futuro diverso.

Luca Cangemi
Segretario regionale PRC Sicilia
                                                                                                                                                     

Converti in pdf
By Carmelo | April 24, 2009 - 2:11 pm - Categorie: comunicati stampa, commemorazioni

25 APRILE. I COMUNISTI CI SARANNO E CANTERANNO BELLA CIAO!
Il Partito dei Comunisti Italiani e il Partito della Rifondazione Comunista, componenti della “Lista Anticapitalista”, comunicano la loro presenza alla manifestazione del 25 Aprile a Piazza Unione Europea, antistante il Municipio di Messina.
Il Pdci e il Prc ritengono essenziale la partecipazione alla manifestazione di tutti i comunisti, dei democratici e degli antifascisti, anche alla luce di quanto si apprende da alcuni siti on-line: una circolare interna del Ministero della Difesa vorrebbe impedire alle bande musicali di suonare “Bella Ciao” nel giorno della Liberazione.
Un ulteriore tentativo, da parte del Ministro La Russa, di estinguere l’anima e gli ideali della Resistenza che sono nervo portante della Carta Costituzionale.
Il Pdci e il Prc canteranno assieme e con spirito antifascista “Bella Ciao”!
Si comunica inoltre che la conferenza stampa di presentazione della “Lista Anticapitalista”, prevista per il 25 Aprile alle ore 11,30 nella “Sala Commissioni” di Palazzo Zanca, è rinviata di qualche giorno per sopravvenuti impegni dei due segretari regionali.

Per il Pdci Antonio Bertuccelli
Per il Prc Filippo Giunta
 

Converti in pdf

Nella notte tra giovedì 16 Aprile e venerdì 17 mani ignote ed infami hanno strappato, bruciato ed esposto in una piazza frequentata da molti giovani (piazza Trento) le bandiere esposte nel balcone del nostro Circolo. Questo non è un atto isolato: segue una serie di attentati, intimidazioni, rappresaglie che nella Città del Longano vengono perpetuate per “normalizzare” la situazione politica e mettere nell’angolo “l’anomalia” di questo partito, comunista e frequentato da molti giovani, che, senza compromessi e sempre a testa alta, da alcuni anni a questa parte sta conducendo una seria e coerente, per alcuni fastidiosa, attività politica sul proprio territorio.  A tal proposito, riguardando le foto lugubri delle nostre bandiere, vorremmo rispondere agli autori ed ai mandanti di tali atti: non scenderemo mai al vostro barbaro livello. Se qualcuno vuol fare della politica cittadina una mega rissa tra opposte fazioni, rimarrà deluso: la nostra risposta sarà politica. Ad altri il compito di vigilare su questi atti di inciviltà. Circolo “Ottobre Rosso” Rifondazione Comunista- Barcellona Pozzo di Gotto 

Barcellona P.G.    20/04/09

Converti in pdf

'A codda, ruppa ruppa, sappiamo bene dove va a finire, quindi non v'è bisogno di riportarlo in queste righe.

Posto che tutte queste situazioni non sposteranno mai un voto soprattutto in un paese come Barcellona Pozzo di Gotto, si suppone che tutti quelli che stanno nella zona siano venuti a conoscenza dell'affaire "Agrumi Gel vs Depuratore Comunale".
Come riportato sul quotidiano La Gazzetta del Sud in una serie di articoli a nome di Leonardo Orlando, «la società "Agrumi Gel" immette reflui di produzione, non depurati, in una vasca, con conseguente sversamento degli stessi nelle matrici ambientali circostanti, terreni, acque superficiali e sotterranee». Chi fosse interessato ad approfondire e non abbia il giornale sottomano potrà leggere più in dettaglio sul sito di Enrico Di Giacomo.
Ora, facile è gridare alla richiesta di dimissioni nei confronti di certi protagonisti della vicenda, e infatti grideremo (invano, probabilmente). Ancora più facile è controaccusare di politicizzazione di una banale vicenda di illegalità come le tante che giornalmente avvengono nel nostro ridente paesino di provincia.
Per questo motivo si rende necessaria una serie di puntualizzazioni:

  1. esistono reati e reati. Alcuni portano un lucro non legale ma senza arrecare danni alla collettività, altri necessariamente determinano un discapito per uno o più persone. Il reato di cui si parla qui fa senza dubbio parte della seconda categoria: al di là degli insopportabili miasmi descritti in chiusura dell'articolo, o dell'effetto sicuramente inquinante, non va sottovalutato lo sterminio dei batteri utilizzati nei processi chimici di depurazione fognaria, causato dall'acidità degli scarichi industriali;
  2. legale rappresentante dell'azienda è Salvatore Imbesi, che è anche consigliere comunale di maggioranza e presidente della Commissione consiliare affari generali di Palazzo Longano;
  3. esiste il serio pericolo che una persona in posizioni politicamente favorevoli e che abbia già dato prova di saper danneggiare i beni di pubblica utilità possa reiterare questo comportamento in altre forme.

Certo, queste non sono notizie che vanno a finire sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, né mostrano un'immagine positiva della città del Longano (per quanto la negatività stia non nella notizia in se ma in ciò che si trova all'origine, ovvero la pratica illegale). Possono tuttavia essere interpretate anche in modo ottimistico, per esempio considerando il fatto che certi fatti di cronaca a Barcellona sono segreti di Pulcinella da tempo immemore e si pensava che tali sarebbero rimasti in eterno: presenti ma non provati.
Adesso la notizia positiva è che qualcuno ha sollevato il coperchio, e un plauso sincero va a chi ha svolto indagini in tal senso. Speriamo che la cosa non si risolva gattopardianamente in un semplice cambio di nomi.
La notizia negativa, quella su cui vale la pena di soffermarsi e che dà anche il titolo a questo testo, è che disporre il sequestro di un'azienda comporta logicamente fermare la produzione, e quindi i lavori e i lavoratori. Sotto questo aspetto - ma più che altro per lasciar rispettare le consegne - è stato disposto un parziale dissequestro, il quale prevede il solo blocco delle attività che producono scorie. Qualcosa, dunque, di temporaneo, ed il rischio è che nelle pezze alla fine ci si ritrovi non solo (o non tanto?) chi ha tratto lucro dalla condotta illegale, ma chi si trova in condizioni di semplice operaio o impiegato e che a causa delle malefatte altrui rischia cassa integrazione, licenziamento o quant'altro.
Sarebbe auspicabile, pertanto, oltre ad un cambio dei vertici aziendali, una ripresa dei lavori a garantire da un lato la tranquillità dei lavoratori (a cui va il nostro sostegno morale) e dall'altro il rispetto nei confronti della collettività e della normativa contro l'inquinamento e in genere nei confronti di tutte le condizioni di concreta sicurezza ambientale (il tutto a carico di chi ha illegalmente tratto profitto).
Sarebbe auspicabile anche, da parte degli elettori di ieri e domani, una maggiore presa di coscienza

  • su quanto valga il proprio voto.
  • Su quali effetti abbia davvero, a lungo termine, votare chi promette un posto di lavoro o un avvicinamento o la luna ben sapendo che mira solo al proprio interesse anche a discapito di chi lo elegge.
  • Su quanto sia costato alla comunità in generale ma anche al singolo votante lo scherzetto del depuratore.
  • Su quanto possa essere efficace continuare la stessa strada, anno dopo anno, sapendola sbagliata ma anche sicura.
  • Su quale smacco potrebbe essere, una volta tanto, per chi da anni ci deruba, vedersi sottrarre la poltrona calda dall'incazzatura di gente che non ne può più di essere presa per i fondelli.

E spero una volta ancora che chiunque si trovi a leggere queste righe ci pensi su e si guardi allo specchio, dritto negli occhi, e gridi: IO VOGLIO VIVERE IN UNA CITTÀ NORMALE!

Converti in pdf